Da quando nel 2010 lo stato ucraino è stato scelto come sede per gli europei del 2012, è in atto un’ insensibile pratica di vero e proprio sterminio di cani e gatti randagi per le vie della città. Impiegati pubblici e non con il permesso delle autorità ucraine, da mesi ormai stanno uccidendo migliaia di bestiole con l’ausilio di polpette avvelenate, fucili e crematori mobili.La ragione della macabra trovata è di rendere le vie delle città pulite e sgombre per l’imminente campionato calcistico della prossima estate, ma tutto questo non poteva che destare scalpore e meraviglia da parte di molti paesi e lotte da parte delle associazioni animaliste per fermare questa lugubre attività . Come spesso accade c’è sempre un risvolto speculativo. In questo caso il dito è puntato contro impiegati corrotti che dichiarando un numero superiore di cani randagi per le vie della città, ricevono maggiori finanziamenti per le barbare pratiche di soppressione con un ovvio tornaconto economico.
Le onlus italiane ENPA e OIPA sono due delle tante che si stanno mobilitando con denunce e lettere di protesta dirette alla capitale ucraina, anche sulla rete impazzano immagini crude e articoli per sensibilizzare le persone al problema. L’ eurodeputato Andrea Zanoni ha inviato una lettera alle autorità di Kiev, firmata da 22 Eurodeputati appartenenti a 11 stati membri, per chiedere l’immediato stop delle uccisioni di cani e gatti. Anche la UEFA sta sostenendo la causa, ma forse con poco vigore.
Intorno a questa faccenda si sta alzando un gran polverone e speriamo che le autorità interessate blocchino al più presto questi massacri illegali.
Commenti
Posta un commento