L’ELEZIONE DI SCHULZ E LE SFIDE DEI PROGRESSISTI EUROPEI


Il socialdemocratico tedesco Martin Schulz è il nuovo Presidente del parlamento europeo. Succede al polacco Jerzy Buzek. Schulz è stato eletto al primo turno il 17 gennaio scorso, come da copione, anche se con pochi voti: 387 contro un quorum di 336. Meno degli ultimi tre precedenti presidenti: Buzek 555, Poettering 450, Borrell 388. Battuti ampiamente comunque gli altri due concorrenti, il conservatore britannico Deva (142) e la libdem Wallis (141).
A Strasburgo Martin Schulz è arrivato nel 1994 e in una mandato e mezzo ha preso le redini della delegazione socialista. Nel 2009 fu nominato anche responsabile della SPD per la relazioni a livello europeo.
In Italia il suo nome balzò alle cronache nel luglio 2003 poiché fu protagonista di un duro scontro verbale con Silvio Berlusconi, che in quella circostanza si insediava come Presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea.
In qualità di Presidente del gruppo parlamentare socialista, Schulz sollevò delle osservazioni in merito alle posizioni razziste della Lega Nord, «del tutto incompatibili con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea».Chiese conto inoltre a Berlusconi su cosa intendesse fare «per accelerare la creazione di una procura europea» e «per accelerare l’introduzione del mandato di arresto europeo».Schulz concluse il suo intervento sostenendo che se Berlusconi godeva ancora dell’immunità parlamentare, questo era dovuto alla scelta della ex Presidente del Parlamento europeo Nicole Fontaine di rinviare a lungo la procedura relativa alla richiesta di revoca della sua immunità.
  • L’irritazione evidente di Silvio Berlusconi per le rilevanti questioni sollevate da Schulz, emerse in maniera brusca nella sua piccata replica quando gli propose la parte di kapò in un film sull’olocausto.Ne seguì una polemica furibonda, che non ha fatto bene all’immagine internazionale dell’Italia.
  • Nel suo discorso di insediamento, Schulz ha sostenuto in maniera netta che “bisogna dire un no chiaro al sistema di potere e ricatto delle agenzie di rating, che rappresentano “una minaccia concreta nei confronti dei governi democraticamente eletti”.
Per la prima volta dalla sua fondazione infatti il fallimento dell’Unione europea non è un’ipotesi irrealistica. Schulz ha ribadito inoltre che “O vinciamo tutti insieme o perdiamo tutti insieme”, perché “la base fondamentale di questa Europa è il metodo comunitario, non un concetto tecnocratico, ma il principio al cuore di tutto quello che l’Ue rappresenta”.
L’elezione di Martin Schulz a Presidente del Parlamento europeo è al tempo stesso un segnale importante per i progressisti europei. Il momento drammatico che l’Europa sta vivendo può essere superato solo attraverso una rinnovata unità d’intenti.
Il Trattato di Lisbona ha rafforzato il ruolo del Parlamento, eletto direttamente dai cittadini dei 27 Paesi membri, attribuendogli una posizione di parità con il Consiglio, l`organo dove sono rappresentati gli Stati. L`approvazione delle leggi europee è affidata quindi a entrambi gli organi, quindi in tutte le scelte, comprese quelle relative alla crisi, la volontà dei cittadini pesa di più.
L`Assemblea di Strasburgo è perciò chiamata a formulare una ricetta per respingere l`attacco all`euro, rimediando al grave errore di aver costruito un tetto (la moneta unica) senza solide fondamenta comuni.
E’ dunque ora necessario che alla risposta di emergenza per contrastare la crisi si accompagni una forte risposta politica (come chiede a gran voce il gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici) attraverso l`emissione di eurobond e la tassazione delle transazioni finanziarie.
Con il ricavato si potrebbe così finanziare un piano europeo per la crescita e rafforzare la dotazione finanziaria destinata alla politica di coesione.
L`emissione degli eurobond e la tassazione sulle transazioni finanziarie sono punti cruciali che avrebbero il duplice effetto di allentare la tensione sui mercati e di rilanciare l`economia reale e l`occupazione.
L`Europa,come auspica il Gruppo dei Socialisti e Democratici, deve quindi correre in fretta ai ripari con poche e chiare mosse: creare un agenzia di rating europea alla quale devono far riferimento per legge tutti gli Enti pubblici e privati del continente, trasformare la BCE in un istituto di ultima istanza per “tagliare le unghie” alla speculazione finanziaria allontanando così lo spettro del rischio default, rafforzare inoltre il bilancio dell`Unione che deve essere alimentato da entrate proprie certe, come quelle derivanti appunto dalla tassazione delle rendite finanziarie e raddoppiare subito il fondo salva-Stati,sostenendo al tempo stesso misure che facciano ripartire immediatamente l`economia e la crescita attraverso un piano di massicci investimenti nelle infrastrutture, nella ricerca, nel sapere e nell`innovazione, a sostegno delle famiglie e delle imprese. Solo attraverso queste linee guida comuni è possibile per i progressisti europei scorgere una luce in fondo al tunnel per superare la crisi internazionale. Lo capirà anche Angela Merkel?

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